Premio Strega. I dodici finalisti

Per chi si fosse perso la notizia, oggi con un pò di ritardo vi proponiamo un articolo uscito qualche giorno fa su repubblica.it

Alla fiera del libro conclusasi il 23 aprile a Milano (Tempo di libri), sono stati annunciati i titoli dei dodici finalisti del Premio Strega di quest’anno.Tra questi, il 14 giugno saranno selezionati i cinque finalisti. Il vincitore della rassegna letteraria curata dalla Fondazione Bellonci sarà annunciato invece il 6 luglio, durante la cerimonia finale che si terrà a Villa Giulia a Roma.

 

Ai margini della Roma che tutti conosciamo, dove il Tevere crea un’ampia ansa prima di correre verso il mare, vivono uomini e donne che sembrano essersi incontrati solo grazie alle rispettive necessità. Già da qualche anno, hanno accolto un uomo in fuga. Lo chiamano tutti «il dottore», perché sembra venuto a offrire le sue cure a chi vive lì. Ma hanno anche intuito che quest’uomo, di quasi cinquanta anni, in realtà si è ritrovato fra loro per curare se stesso

 

 

 

  

Una ricognizione autobiografica, il racconto della città che l’ha ispirata. Anni Cinquanta: l’infanzia nei nuovi quartieri periferici, con le paterne “lezioni di cultura operaia”, le materne divagazioni sulla magia del lavoro sartoriale, la famiglia comunista e quella cattolica, le ascendenze lombarde e quelle leccesi. La storia di una città, di una generazione Se volete scoprire

 

 

 

 

Una piccola città di provincia, un garage. Un gruppo di ragazzi che ogni martedì si incontra per giocare di ruolo. Per vent’anni, mentre fuori la vita va avanti, il mondo cambia, la provincia perde di senso e scopo. Desiderio di fuga o forma di resistenza? 

 

 

 

 

Se siete curiosi di conoscere il resto, cliccate sotto.

http://www.repubblica.it/cultura/2017/04/20/foto/premio_strega_12_finalisti-163456079/1/#13

 

 

Lasciar andare…da maneggiare con cautela.

Acquistai questo romanzo perché colpita dal titolo. Un’ottima combinazione: il nome di Roth associato ad un titolo  invitante. Non badai a spese.

Mi trovavo in una condizione, diciamo così, di particolare sensibilità emotiva e, convinta del potere catartico dei libri, mi preparai ad essere coccolata, compresa, dalle parole dell’autore di “Pastorale Americana”. Ma, ahimè, l’effetto catartico in cui speravo si trasformò ben presto in angoscia disorientante.

Philip Roth, Einaudi.

«In quel periodo ero sottotenente d’artiglieria, di stanza in un angolo desertico e sperduto dell’Oklahoma, e il mio unico legame col mondo dei sentimenti non era il mondo stesso, ma Henry James, che da qualche tempo avevo cominciato a leggere». Congedato poco tempo prima dall’esercito, ancora scosso dalla recente morte della madre, libero dai vecchi legami e ansioso di crearsene nuovi, Gabe Wallach entra nell’orbita di Paul Herz, un compagno di studi, e di Libby, la malinconica moglie di Paul. Il desiderio di Gabe di mettere in relazione l’ordinato «mondo dei sentimenti» che ha conosciuto nei libri con il mondo reale si scontra prima con gli sforzi degli Herz di fare i conti con le difficoltà della vita adulta e poi con le sue stesse relazioni sentimentali. La volontà di Gabe di essere una persona seria, responsabile e generosa verso col prossimo viene messa alla prova dal rapporto con Martha Reganhart, una donna divorziata, madre di due bambini, vivace, senza peli sulla lingua. La complessa relazione di Gabe e Martha, e la spinta di Gabe a risolvere i problemi degli altri sono al centro di questo primo, ambizioso romanzo, di Philip Roth: ambientato negli anni Cinquanta, tra Chicago, New York e Iowa City, è il ritratto di un’America definita da vincoli sociali ed etici profondamente diversi da quelli di oggi.

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Mea Culpa

Dopo svariati e indefiniti mesi di silenzio, torno a scrivere pronunciando un liberatorio Mea

Culpa.

La pigrizia ha avuto la meglio sulla mia debole volontà e così mi son lasciata andare all’ozio del

dopolavoro…poltrona, serie tv, pisolini….e son passati i giorni, i mesi, gli anni.

Ma la voce della coscienza (e anche quella più concreta di amici e vicini) non ha tardato ad

farsi sentire: “Combatti la pigrizia, impiega il tuo tempo libero in modo produttivo, FAI

QUALCOSA!!!…

Così, a metà strada tra consapevoli sensi di colpa e il vuoto cosmico esistenziale, torno a

scrivere in questo piccolo spazio, forse più consapevole del mio “celapossofare!!!”

Nonostante la mia inattività, sono diversi i libri passati tra le mie mani; alcuni di questi

hanno goduto di una breve permanenza, altri invece sono rimasti in bilico per lungo tempo tra il

“mamma mia non mi va proprio” e il “forse tra qualche pagina si aprirà uno spiraglio di luce!”.

E’ proprio di questi ultimi che voglio parlarvi oggi, inaugurando un ritorno che spero duri più del

passato. Voglio parlarvi dei libri abbandonati sulla mensola della mia libreria, un pò fuori dal

gruppo, disordinati e impolverati, che suscitano un lieve senso di colpa perché con loro ho

ceduto, mi sono arresa sventolando bandiera bianca.

Il primo dei miei insuccessi librari porta il titolo di “1Q84 Libro 3”

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La brigata dei reietti

La brigata dei reietti, Einaudi stile libero , 2016

La brigata dei reietti, Einaudi stile libero , 2016

Benissimo,  Capestan , le riassumo la cosa : ripuliamo la polizia per tirare a lucido le statistiche. Gli alcolisti , i violenti i depressi , gli scansafatiche e via dicendo , tutti quelli che ingombrano le sezioni ma che non possiamo sbattere fuori , li riuniamo in una brigata e ce la dimentichiamo in un angolino. sotto il suo comando.”

Con queste parole il direttore Buron,  capo della commissione disciplinare dell polizia parigina , annuncia alla commissaria Anne Capestan , qual è il suo progetto : prendere tutti i reietti della polizia e riunirli insieme , farne un piccolo gruppo da emarginare , rinchiudendoli in una bolla virtuale ,dentro la quale non potranno fare danno.

A dirigere questo  gruppo mal assortito  sarà la stessa commissaria che spicca per le sue capacità ma anche per il grilletto facile .

Anne ha evitato così l’espulsione , ma la punizione a tratti sembra peggiore  .

Ancor peggio lo stabile che li ospiterà .

L’improbabile sede è fatiscente , sporca , usando un eufemismo ; essenziale .L’auto di servizio è un a vecchia peugeot , che cade a pezzi , la sirena della polizia non  è in dotazione !!!

Tutti gli elementi fanno supporre insomma, che questa banda scalmanata non concluderà niente.

La missione  che viene loro assegnata , sembra poi una vera sfida impossibile, un’ ulteriore presa in giro: risolvere i casi che sono rimasti irrisolti . Riuscire laddove le migliori squadre di polizia hanno fallito! Impossibile o quantomeno improbabile .

Con queste premesse inizia il nostro giallo, in una Parigi calda e appiccicosa del 2012. Fra personaggi improbabili e originali , ben  delineati , che sono il punto forte del libro : la poliziotta scrittrice esuberante e chiacchierona, l’alcolizzato, la giocatrice compulsiva, il bel tenebroso gay, il porta sfortuna, tutti coordinati dalla commissaria Capestan.

Le indagini partono con due omicidi irrisolti che sembrano slegati fra di loro, ma in questo romanzo niente si da per scontato , così come il fatto  che nessuno creda in questa squadra.

Così fra indagini e scorci di vita personale che ci aiutano a capire i personaggi, il romanzo prosegue fra suspense e ilarità.

Il classico poliziotto  che non segue le regole ma raggiunge lo scopo, qui viene sostituito da un gruppo di uomini e donne che nonostante i loro difetti riescono  a raggiungere lo scopo .

L’eroe anticonformista viene qui sostituito dall’umano , troppo umano come direbbe qualcuno !

Io o consiglio , la storia è piacevole , ricorda un po’ la serie dei ” I bastardi di Pizzofalcone “del nostro Maurizio De Giovanni in salsa parigina.

Come sempre … buona lettura !

 

 

 

 

 

La ragazza nella nebbia

la ragazza della nebbia, Donato Carrisi, Longanesi

la ragazza della nebbia, Donato Carrisi, Longanesi

Facendo un giro su youtube , trovo dei bellissimi tutorial in cui , Donato Carrisi , spiega come si scrive un libro di successo .

Sono di brevi tutorial di un paio di minuti circa , dove ,  con molta capacità comunicativa e di sintesi, sono esposti  i punti che rendono un libro , un bestseller.

La stessa cosa vale per il suo nuovo romanzo “La ragazza nella nebbia “.

In questo nuovo thriller Carrisi riesce a miscelare perfettamente i diversi elementi che tengono il lettore incollato alle pagine : scorrevolezza, suspense ,capitoli equilibrati, personaggi forti.

in un paesino delle valli Alpine , Avechot, una ragazzina di sedici anni, capelli rossi e lentiggini, Anna Lou , scompare nella nebbia.

La ragazzina fa parte di una piccola comunità , quasi del tutto composta da una confraternita religiosa, è timida , la sua vita si divide fra la famiglia e la confraternita.

Nessuno sembra aver visto niente, non ci sono elementi che facciano credere che la ragazzina abbia qualcosa da nascondere.

Nessuno si spiega cosa possa essere successo, per risolvere il caso non basta la polizia locale.

Ad indagare sul caso arriva l’agente speciale Vogel .

Un poliziotto diverso dal solito.

Inappuntabile, maniacalmente elegante e sempre con la risposta giusta per le telecamere.

E’ questo che rende diverso l’agente Vogel dagli altri: la sua capacità di creare il caso ad uso e consumo dei mass media , social, quotidiani, network.

Tutti i casi seguiti dall’agente Vogel diventano : il caso nazionale.

a Vogel non interessano le tracce, le impronte, il DNA . Per lui è importante trovare il “mostro ” su cui costruire il caso.

In uno scenario che a tratti sembra riprendere la nostra cronaca di qualche anno fa , Carrisi riesce a creare per il lettore un thriller con una buona dose di suspense e diversi personaggi forti.

Specchio della nostra società , in questo romanzo, quello che emerge è la nostra curiosità morbosa alimentata dai media. Si viene a creare così un circolo vizioso , fra un pubblico e i media ,una ricerca continua di nuovi particolari e notizie che tengano il pubblico incollato alla tv e permettano ai network di continuare a fare ascolto.

la vittima perde di importanza, mentre tutta l’attenzione sul mostro che soddisfa la nostra morbosità .

in questo romanzo Carrisi  , miscela sapientemente la sua bravura di romanziere e la sua formazione professionale , ne viene fuori un bel romanzo con piccole lezioni di investigazione che al lettore del genere non dispiaceranno sicuramente

Il Grande Male di David B.

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Scrivere una recensione di questo fumetto è un po’ come scrivere la recensione della divina commedia, non ce ne sarebbe bisogno. Ma dato che la nona arte sta diventando sempre più popolare cogliamo l’occasione per rispolverare un classico. Inizialmente l’idea di leggere un fumetto che si intitola Il grande male mi angosciava un po’. Mettici pure che si tratta di un volume *enorme* in bianco e nero di quasi 400 pagine e vedi la polvere continuare ad accumularsi. PERO’…

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Anna

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Il nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti è ambientato nel 2020 in una Sicilia post-apocalittica, devastata da un virus “La Rossa ” che ha ucciso tutta la popolazione adulta, lasciando come superstiti solo i bambini e gli animali  fra le macerie di un mondo distrutto ,  e le speranze di un futuro senza virus.

I bambini a gruppi o da soli vagano per l’isola alla ricerca di cibo, acqua e vestiti .

Giovani privi di esperienza che cercano di sopravvivere fra le macerie di un mondo che non c’è più : i supermercati sono stati assaltati , manca la luce , le case sono state depredate , all’interno si trovano cadaveri e polvere , gli animali selvatici abbondano e sono affamati .

E’ facile che scoppino risse , non esistono regole e la vita vale meno di un barattolo di legumi.

il presente di questi bambini e triste e duro , alcuni fanno gruppo altri vagano da soli  , e l’incontro con altri spesso sfocia in guerriglia per accaparrarsi cibo e vestiti.

L’adolescenza poi porterà il virus killer.

Anna , la protagonista, è una ragazzina di 12/13 anni , non sa di preciso quanti anni abbia , non lo ricorda più , sa solo che non ha ancora avuto il suo “primo sangue ” . Astor è il suo fratellino minore ha circa quattro anni , vivono insieme nella casa di famiglia nelle campagne vicino Palermo , i genitori sono morti , così come tutti gli adulti dell’isola .

Anna si occupa del fratellino , procura acqua , cibo e vestiti .Prova ad insegnarli a leggere e ad insegnargli tutto quello che la madre le ha lasciato scritto in un diario , un vero corso di sopravvivenza.

Le sue escursioni non sempre sono tranquille e pacifiche , a volte gli animali provano ad aggredirla , a volte si scontra con altri bambini .

Ma Anna è una guerriera , è forte e tenace , la speranza non la fa arrendere mai . Nonostante tutto , la fame, il freddo, la devastazione, Anna non perde mai la speranza , nè per lei ,nè , soprattutto per il fratellino Astor.

Alla madre ha promesso di prendersi cura del fratello più piccolo e per lui intraprenderà il viaggio , attraverserà l’isola da Palermo verso Messina per scoprire cosa c’è oltre , attraversando lo stretto.

Non si ferma di fronte al cane che cerca di aggredirla , non si ferma quando i bambini blu rapiscono il fratellino Astor ,non si ferma quando Astor  si rifiuta di lasciare i bambini blu ,non si ferma quando sembra non esserci più speranza .

Anna non ha paura di niente , l’unica paura è diventare adulti.

Anna è determinata ad uscire dall’isola e a mettere in salvo il fratello così come ha promesso alla madre.

Attraversare lo Stretto è la sua meta , salvare il fratello minore è la sua speranza.

A lei si uniranno il cane Coccolone e l’amico Pietro.

Sarà un viaggio pieno di avventure e disavventure , dove a tratti Niccolo Ammaniti ritrova il suo estremo realismo che poco concede anche ai nostri giovani protagonisti .

Non ci sono scorciatoie nè buonismo neanche per i bambini  che devono fare i conti con la durezza della realtà e di una Sicilia che risplende nella sua naturale bellezza  e nella  selvaggia devastazione.

Ma anche se il libro è poco strutturato rispetto ai romanzi a cui Niccolò Ammaniti ci ha abituato. la durezza del presente si contrappone alla dolcezza dei ricordi e  all’amore per la madre.

L’amore di Anna per la madre diventa lealtà nei confronti della promessa che le ha fatto , diventa fedeltà a quella promessa e spinta ad andare avanti sempre.

E’ la speranza a fare da sottofondo a tutto il libro , la tenace speranza di Anna che non si piega di fronte a niente e che permetterà ai protagonisti di intraprendere il loro viaggio .

Mi sono piaciuti molto le figure di Anna e Astor , due caratteri forti .

 

Nasce come romanzo  Young adult , ma se volete commuovervi e sperare va bene per tutti da 0 a 99 anni.

Come sempre buona lettura .

 

I libri degli altri. Chi c’è oggi in libreria?

Cari lettori di Un libro sul comò, buon pomeriggio.

Come state? Annaspate come me nel caldo torrido di queste ultime settimane? Tutto sommato io oggi mi sento serena, probabilmente sarà per via del dolce suono dei tuoni che sento in lontananza e che alimentano le mie speranze di provare un po’ di refrigerio dopo queste giornate infernali! Comunque oggi torno a parlarvi della neonata rubrica a scadenza casuale denominata I libri degli altri. Come ho avuto modo di dire in precedenza, questo spazio  nasce dalla mia curiosità di scoprire le preferenze libresche delle persone; grazie alla tolleranza della mia libraia preferita, ho infatti modo di assistere agli acquisti stagionali di chi, passando in libreria, fruga tra gli scaffali alla ricerca di una bella storia da leggere. C’è chi arriva già deciso e con le idee chiare, chi è indeciso e chi, semplicemente, sa solo che vuole rilassarsi e godersi le vacanze in compagnia di un libro avvincente.

L’altro giorno mi è capitato di assistere a una bella scenetta. Me ne stavo acquattata in un angolo della libreria, dietro la cassa (sarò una presenza un po’ inquietante), quando un signore non anziano, ma neanche più tanto giovane, si presenta alla cassa insieme alla figlia. In quel momento scopro che lui, il signore, sta pagando un libro intitolato Dammi un’altra possibilità, appartenente ad una tetralogia di racconti hot/romantici. Lui, il signore, precisa che non lo deve regalare a nessuno (che so, alla moglie, ad una cara amica di vecchia data): il libro era un acquisto personale! Poi promette alla figlia che, una volta finito di leggerlo, glielo avrebbe prestato!

Perché tanta meraviglia, vi domanderete? Perché – probabilmente per una mia ignoranza di fondo – ero convinta che questo fosse un genere amato solo dalle donne! Non sono sessista, non faccio discriminazioni letterarie, ma diciamolo, fa un pò strano vedere un uomo che acquista libri romantici, con un po’ di pepe. Facendo mente locale, posso dire che sono state sempre donne a parlarmi, nel bene o nel male, di racconti come questo, come le 50 sfumature, come Grey!

Detto questo, andiamo a vedere cosa ci racconta questo libro che, come abbiamo visto, non fa distinzione di genere!


                                                                                     TRAMA

Dammi un'altra possibilità; M. Murphy; Newton Compton; 5,90 €

Dammi un’altra possibilità; M. Murphy; Newton Compton; 5,90 €

Drew ha rotto con Fable, l’unica ragazza che abbia davvero amato. Nonostante lei lo abbia implorato di non farlo, l’ha abbandonata con un enigmatico messaggio ed è fuggito via, chiudendosi al mondo, rintanandosi nella sua solitudine e nella sua tristezza. Fable vuole dimenticare il ragazzo bellissimo e problematico che le ha spezzato il cuore. La vita va avanti, e lei deve pensare a se stessa e al suo amato fratellino. Ma quando un giorno per caso si incontreranno di nuovo, basterà uno sguardo per capire che non possono vivere l’uno senza l’altro, e che il loro amore merita un’altra possibilità, perché è destinato a durare per sempre…


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Novità e prossime uscite

Cari amici e amiche, buon pomeriggio a tutti!

Nonostante la calura insopportabile che rende il mio cervello totalmente sfatto, oggi vorrei parlarvi delle novità libresche che potete trovare e troverete in libreria. Egoisticamente parlando inizierò proponendovi due romanzi che ho già visto esposti in vetrina e che mi tentano ogni giorno che passa! Mi sono ripromessa di non comprare nuovi libri fino a quando non arriverò a terminare quello che sto leggendo, ma so che è una battaglia persa in partenza! Prima o poi la mia parte ossessiva e possessiva entrerà in libreria per sedare il proprio desiderio.

Il primo libro che acquisterò sarà Musica dalla spiaggia del paradiso, di John Ajvide Lindqvist, edito da Marsilio. L’autore, dal nome impronunciabile, è lo stesso che ci ha raccontato la fantastica storia, delicata e inquietante allo stesso tempo, di Lasciami entrare, io ne sono stata sedotta. L’altra mattina, mentre sostavo in libreria, ho letto qualche pagina iniziale di questo nuovo romanzo…devo dire che promette benissimo. Andiamo a vedere di cosa si tratta:


 

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Musica dalla spiaggia del paradiso; J.A. Lindqvist; Marsilio; 18,50 euro.

TRAMA

Una mattina d’estate, un gruppo di ospiti di un campeggio non lontano da Stoccolma si risveglia in mezzo al nulla. Ogni cosa è stata cancellata, gli alberi, il lago, gli scogli e il chiosco, è tutto scomparso. Intorno ai villeggianti increduli – dieci persone, un cane e un gatto – c’è solo una landa desolata, ricoperta da un prato perfettamente rasato e sovrastata da un cielo blu e senza sole, così uniforme da apparire artificiale. Ogni contatto con la realtà è interrotto. Non rimane che il segnale di una misteriosa stazione radiofonica, che trasmette senza sosta le canzoni di Peter Himmelstrand, uno dei più noti cantautori svedesi di musica leggera. Musica pop a ripetizione, Abba in testa. Com’è possibile che queste persone siano finite lì con le loro roulotte? Sono state spostate oppure è la realtà a essere svanita? In questo luogo surreale, capace di scatenare le reazioni più violente e irrazionali, ogni adulto si troverà a fare i conti con gli spettri del passato. Sovvertendo gli schemi classici della “camera chiusa” della letteratura del terrore, Lindqvist non intrappola i suoi personaggi in uno spazio angusto e senza via d’uscita, ma li cala in un luogo sconfinato e senza ostacoli, da cui tuttavia è impossibile fuggire. Perché non esiste un altrove se non l’abisso altrettanto minaccioso della coscienza. Continua a leggere